bane un dolce antico riscoperto da Marco Enza Lia

Ho conosciuto le bane, il giorno del FAI a camporosso pensavo sarebbe stato facile trovare una leggenda come per le vicine “michette” e invece…

con ordine

il significato, riempire la bocca, sfamare, perchè e quando?
Gli ingredienti : mandorle, burro, farina, zucchero, marsala .

Il Territorio Camporosso, campus rubeo, la pancia di Ventimiglia

Archivio di Stato di Ventimiglia, incontro tre splendide persone Alessandro Carassale, storico dell’ alimentazione locale: olio, fichi, moscatello, vino, grano un autorità, non conosce le bane, ma conosce l’archivio e sta recensendo olivi, si interessa la responsabile Giusi Ingenito e la sua attendente Palma Gallo, ci presentiamo io e Marco Enza Lia con le bane di sua produzione e amore per la storia, golosità e curiosità, producono una ricerca disinteressata e puntuale

Andando a ritroso :

abbiamo trovato le mandorle: lungo Nervia come arginatura grossolana 1740 in ciaixe, in località Girè atto del 1776
Terreni a Mandorle lungo il nervia 1740 di un certo Bartolomeo Anfosso :censimento dopo devastazione guerra sucessione austriaca
i forni 1697 sia privati che comunali (lett “dell università ) e relative liti tra comari e relative condanne
abbiamo trovato un ordine di conferimento di 11 sacchi di mandorle alla repubblica di Genova per curare i postumi epidemia di Peste 1579
abbiamo trovato liberatorie per consentire il pascolo di mucche durante la transumanza e quindi il burro
la produzione di grano è documentata nella Ventimiglia Romana di cui Camporosso con Vallecrosia costituisce è il latifondo
il professor Bartolomeo Durante ha trovato un biscotto gemello in quel di Tabiano provincia di Parma anch’ esso snodo della via Francigena opera dei Benedettini ,

Doc 515 25 novembre 1262 ventimiglia :

Iacopa moglie di Guglielmo Maroso vende a Ingone Burono una pezza di terra coltivata a Fichi e Mandorle situata nel territorio di Ventimiglia a Portiloria (nervia )al prezzo di 3 lire e 18 soldi genovesi di cui lascia quietanza

I Benedettini si sono insediati intorno anno 1100 subentrando ai Novalicensi in Val Nervia,con relative colture tra cui le mandorle bene lui sostiene che tra le dotazioni dei Pellegrini secondo la regola di S Benedetto da Norcia , che si recano a Compostela o a Roma di cui Camporosso è un crocevia specificatamente in quel S Pietro le bane per il loro potere proteico ne devono far parte .
( in quegli anni si andava in pellegrinaggio per acquistare indulgenza , sovente i ricchi ,delegavano qualcuno più giovane e in salute a fare il “viaggio” e all ‘occasione venivano redatti dei veri e propri contratti e S. Pietro il vostro S.Pietro il luogo dei contratti)
A Compostela poi i pellegrini portano una pietra ( la bana ha forma di pietra)
L’apertura delle sepolture a Nervia con il loro contenuto di vasellame (otri del nord africa per il trasporto di mandorle e altra frutta secca )testimonianza di un consumo di mandorle di epoca Romana ha spinto la mia curiosità oltre
Apicio nato nel 25 A.C nel “de Re Conquinaria” parla delle osterie lungo la via da Antibes a Roma ,nella descrizione dei menù e della offerta di ospitalità parla di dolci alle mandorle ,in uso nei banchetti nuziali ,propiziatori della fecondità del matrimonio
il tutto confermato in un altro testo del 2-3 sec D.C. “I DEIPNOSOFISTI “ di Ateneo da Naucrati

un dolce comparso con Gesù di Nazareth?

Tra gli ingredienti c’è il Marsala ma in liguria più profumato e famoso esisteva un vino più antico e aromatico ,scomparso , quando è comparso sulle tavole il Marsala :Il Moscato di Ventimiglia e Taggia meglio noto come Moscatello di Taggia ( coltivazione estintasi con l epidemia di Filossera e rinata da pochi anni ) citato ne“ de Agricoltura” 34 d.c di Lucio Giunio Moderato Columella
sempre nella romanità negli scritti noti come “Cuppedarium Mensa” opera del Calepino( La Tavola delle Ghiottonerie)
i cosidetti “ Crustula Amigdala” ( Biscotti alle Mandorle) secondo Calepino sono il dolce prediletto dei fanciulli gli ingredienti: farina bianca 100gr ; burro 100 gr ; Miele 50 gr ; Mandorle 50 gr ; 3 Uova ; unito al lievito la cui diffusione a Roma e del II secolo a.C

Da notare che la coltivazione di Mandorle ha una continuità nel vostro territorio da Roma Repubblicana ai giorni nostri

Le vostre bane sono ad oggi il più antico dolce e alimento del nostro territorio

Farne una DECO?

Gentile sindaco il mio lavoro è di pura sintesi e sollecito il merito di questa ricerca è di 
Alessandro Carassale docente e ricercatore

Giusi Ingenito responsabile archivio di Stato Ventimiglia

Palma Gallo impiegata archivio di Stato Ventimiglia

Bartolomeo Durante professore emerito e titolare sito www.cultura-barocca.com

Marco Enza Lia pasticcere


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